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Il nuovo Conto Termico è in Gazzetta, tra 90 giorni in vigore: testo e sintesi delle novità

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.51 del 2 marzo 2016 il DM 16 febbraio 2016Aggiornamento della disciplina per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili” (allegato in basso). Tra 90 giorni, dunque, entrerà in vigore il cosiddetto Conto Termico 2.0.

Il nuovo Conto Termico, che sostituisce il DM 28 dicembre 2012, dovrebbe rilanciare l’incentivo al momento sottoutilizzato per interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche. È stato previsto nella legge di conversione dello Sblocca Italia (Legge 164/2014) e avrebbe dovuto essere adottato entro il 31 dicembre 2014.

Riepiloghiamo qui sotto come cambiano gli incentivi con il nuovo Conto Termico per il quale, come nella versione attuale, a disposizione ci sono 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche, le cooperative di abitanti o sociali e le società di patrimonio pubblico.

Nuovi interventi incentivati

Il nuovo meccanismo aggiunge, per le sole pubbliche amministrazioni, 3 nuovi interventi:

  • trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (NZEB)
  • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Come nel Conto Termico del 2012, attualmente in vigore, restano incentivabili solo per le pubbliche amministrazioni gli interventi di:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con caldaie a condensazione
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione di Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili.

Restano uguali gli interventi di piccole dimensioni incentivabili anche per i privati:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa
  • l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

Novità nuovo Conto il fatto che per la produzione di energia termica da rinnovabili la taglia massima degli impianti passa da 1 MW a 2 MW.

Incentivo più generoso

L’incentivo, che nella maggior parte dei casi va a coprire il 40% dell’investimento, sale al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e se l’isolamento è accompagnato dall’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione invernale sale al 55% per entrambi gli interventi.

È del 65% per la trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e per la sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti.

Le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE), richiesti per la trasformazione in edificio a energia quasi zero e l’isolamento termico delle superfici opache, sono incentivabili al 100% per le Pubbliche Amministrazioni e al 50% per i privati.

Per importi fino a 5mila euro, sia per i privati che per le amministrazioni pubbliche, l’incentivo viene corrisposto in un’unica rata. L’incentivo in nessun caso può superare il 65% della spesa sostenuta.

I termini per l’erogazione dell’incentivo dalla conclusione della procedura vengono dimezzati, passando da 180 giorni a 90.

Le semplificazioni

È stata eliminata l’iscrizione ai registri per gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, elettriche o a gas, e caldaie a biomassa con potenza termica superiore a 500 kW.

Il GSE dovrà anche predisporre una modulistica predeterminata e semplificata per la presentazione della domanda.

Sarà redatta una lista di prodotti idonei con potenza termica fino a 35 kW e 50 m2 per i collettori solari per i quali si può usufruire di una procedura semiautomatica. Acquistando uno dei prodotti della lista, l’operatore accede a un iter semplificato per la compilazione della scheda domanda, in cui non è necessario indicare i dati relativi alla descrizione dell’apparecchio.

Saranno ammesse modalità di pagamento online e tramite carta di credito per attestare le spese sostenute, mentre al momento il DM 28 dicembre 2012 prevede che le spese siano certificate con fattura o bonifico bancario o postale.

Il compromesso con le Regioni

Il testo finale è il frutto di un iter molto lungo e di vere mediazioni. La novità principale dellla versione finale del testo, scritta a fine gennaio, rispetto alle bozze precedenti, è la mediazione raggiunta tra Regioni e Ministero sulla richiesta dagli enti locali che aveva fatto subire una battuta d’arresto all’iter a fine dicembre.

Le Regioni avevano chiesto che le amministrazioni pubbliche potessero prenotare l’incentivo e avere un anticipo fino al 35% dell’importo già una volta individuati gli interventi da realizzare e, dunque, prima della relativa procedura di appalto. Una successiva quota del 15%, secondo la loro proposta, sarebbe erogata qualora ci fosse un un accordo con una ESCo o con la centrale regionale per gli acquisti o un provvedimento che assegni i lavori.

Il “no” del MiSE a queste richieste, che ha suscitato anche qualche critica, nel nuovo testo si è stemperato in un compromesso che viene incontro alle Regioni: si rafforza – ci spiegano dal MiSE – il valore di garanzia che dà la prenotazione dell’incentivo accolta dal GSE.

Le altre novità rispetto alle prima bozza

Diverse le novità della versione finale rispetto alla bozza che avevamo pubblicato a fine novembre ad esempio sono state introdotte maggiori semplificazioni per la PA per prenotare l’incentivo e si sono inclusi tra i beneficiari degli incentivi riservati al pubblico anche le cooperative sociali e le società di patrimonio pubblico.

Novità importante rispetto alla bozza di fine novembre: sono aumentati gli incentivi per il solare termico.

Abbiamo mostrato in questo articolo come cambia la convenienza del solare termico scegliendo le detrazioni fiscali del 65% in confronto agli incentivi di questo nuovo Conto Termico. Nei prossimi giorni faremo altre simulazioni economiche con altre tecnologie.

 

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